di Gabriele C.
Il 20 ottobre sono arrivate le convocazioni ufficiali del capitano Filippo Volandri per la Coppa Davis, in programma a Bologna dal 18 al 23 novembre. A rappresentare i colori della nostra nazione ci saranno il bronzo olimpico Lorenzo Musetti, i romani Flavio Cobolli e Matteo Berrettini, affiancati da Simone Bolelli e Andrea Vavassori per il doppio.
Inevitabilmente, la domanda che tutti si pongono è una: perché il nostro amato Jannik Sinner non è presente in questa lista? Il numero due del mondo ha infatti scelto di rinunciare alla competizione a squadre per concentrarsi sulle imminenti Nitto ATP Finals di Torino. Per chi non lo sapesse, la Coppa Davis è la più importante competizione mondiale a squadre del tennis, un torneo annuale che l’Italia ha, tra l’altro, vinto nelle ultime due edizioni tenutesi a Malaga.
Le ragioni del rifiuto e le critiche
Sinner ha spiegato la sua decisione dicendo di volersi preparare al meglio per la prossima stagione. Come prevedibile, questa scelta è stata in parte criticata, anche da importanti testate giornalistiche.
Subito dopo le convocazioni, l’italiano ha riportato in un’intervista a Sky Sport che si è trattata di una “decisione difficile”, presa insieme al suo team, che ha optato per un periodo di riposo in vista del primo grande Slam del 2026.
“Sembra banale ma non lo è,” ha detto Sinner riguardo la settimana libera guadagnata, aggiungendo che “…anche il fatto di aver già vinto due volte la Davis ha un suo peso.”
È innegabile che l’altoatesino abbia avuto un ruolo cruciale nelle vittorie dei trofei precedenti. E, sebbene non sia stato dichiarato esplicitamente, è intuibile che Jannik, dopo un anno con circa 60 match giocati, stia affrontando difficoltà fisiche dovute a ritiri e periodi di stop. Inoltre, la Coppa Davis non assegna più punti nel circuito, dove Jannik deve mantenere le distanze dallo spagnolo Carlos Alcaraz per la corsa al primo posto.
Non è facile per Sinner digerire le critiche, le quali, è bene ricordare, non sono una novità: era già successo nel 2023 sempre per la Davis, e pochi mesi fa per il caso Clostebol. Le testate giornalistiche hanno subito colto l’occasione, come dimostrato dalla Gazzetta dello Sport in un articolo firmato dal vicedirettore Valenti, che ha subito messo Sinner in prima pagina.
Altri giornali hanno parlato di un “gran rifiuto”. In quello che sembra ormai un rituale, è intervenuto anche l’ex tennista Nicola Pietrangeli, spesso critico nei confronti del 24enne.
Tuttavia, va ricordato che non è la prima volta che un grande tennista salta la Coppa: è accaduto anche al “Mago” Roger Federer. Questo perché, a differenza di altri sport, nel tennis l’attenzione ruota prevalentemente attorno ai quattro Slam, rendendo competizioni come la Nazionale e le Olimpiadi relativamente meno importanti.
Nonostante il clamore, l’altoatesino è sceso in campo nel 500 di Vienna, dove ha voluto parlare con la racchetta, zittendo molti dei suoi critici. Ha esordito con un velocissimo 6-2, 6-0 sul tedesco Daniel Altmaier. Dopo una scia di vittorie, inclusa quella contro il connazionale Flavio Cobolli, Jannik è arrivato in finale contro la testa di serie n.2 Alexander Zverev, conquistando il titolo in tre set e guadagnando 500 punti utilissimi per la corsa al n.1. Grazie al Masters 1000 di Parigi, Jannik ha riconquistato momentaneamente il primo posto.
Il dibattito sul “Gran Rifiuto” ha messo a fuoco la difficile scelta di un atleta che, pur amando l’azzurro, deve dare priorità alla propria carriera e al proprio fisico. Mentre l’Italia si prepara alla Davis con la consapevolezza di dover fare a meno della sua stella più brillante, tutti gli occhi sono ora puntati sulle Nitto ATP Finals di Torino. In casa, Sinner ha l’opportunità non solo di riscattare le critiche con una vittoria di prestigio, ma anche di assicurarsi definitivamente il vertice del ranking mondiale. Sarà il campo, ancora una volta, a fornire la risposta finale alle polemiche.